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Come è cambiata la figura dello psicologo in Italia

In riferimento all’argomento marketing per psicologi, uno degli interrogativi maggiormente più dibattuti è se questi professionisti sanitari, che si occupano di effettuare attività di promozione della salute, diagnosi, prevenzione, intervento, sostegno, abilitazione e riabilitazione, indirizzate sia all’individuo che alla coppia, oltre che al gruppo e alla comunità, possano anche fare pubblicità. La risposta è affermativa.

Nell’ultimo decennio, non c’è alcun dubbio sul fatto che la figura dello psicologo sia decisamente cambiata, specie in Italia. Facendo riferimento alla ricerca “Indagine di mercato sulla psicologia professionale in Italia”, condotta dall’Enpap (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi), viene fuori che questo professionista viene inteso come una sorta di sostegno, a cui vale la pena rivolgersi nel momento in cui sorge un problema di tipo emotivo-mentale.

Partendo da una situazione di malessere, portatrice di “danno”, tocca allo psicologo indicare la strada per venirne fuori. Da questo punto di vista, sono nate figure come i life coach ed i motivatori, volti a migliorare lo stile di vita del diretto interessato, curandone al meglio il benessere e portandoli al tanto atteso successo. Fondamentale per centrare l’obiettivo è la capacità di ascolto che il professionista in questione deve avere: focalizzandosi sulle sue reali esigenze, lo psicologo potrà definire al meglio le linee d’azione da adottare.

Gli psicologi necessitano di un piano di marketing

Nell’immaginario collettivo si tende a pensare, purtroppo erroneamente, che il piano di marketing sia strettamente connesso solo alle imprese che vendono prodotti o servizi. Lo psicologo, che fa tutt’altro, perché dovrebbe quindi avere bisogno di un piano di marketing?

Il motivo è semplice. Il marketing, infatti, non è altro che un processo di natura sociale e manageriale, volto a soddisfare al meglio le esigenze di un mercato di riferimento, al fine di portare valore aggiunto, realizzando un profitto. E parafrasando Philip Kotler, padre del marketing e geniale guru del management, un piano di marketing per psicologi consente di aiutare i diretti interessati, ascoltandoli al meglio, cogliendone le esigenze e offrendo tutta una serie di servizi, in relazione alle proprie capacità. Tenendo conto della professione e degli strumenti a disposizione, è fondamentale arrivare a certi obiettivi.

Come si costruisce un buon piano di marketing per psicologi?

  • Obiettivi da individuare

In qualità di psicologo, il primo step consiste nell’identificazione di obiettivi realistici in base al contesto in cui operi. Partendo da obiettivi a medio termine, potrai proseguire con quelli nel lungo periodo, nell’eventualità modificandoli.

  • Analisi SWOT per posizionare la tua attività da psicologo

Successivamente, occorre procedere ad un’analisi interna, valutando i propri pazienti. Dov’è che hai ottenuto i risultati più apprezzati? Quali clienti ti hanno reso maggiormente soddisfatto? In base alle tue esperienze lavorativa, potrai trarre le conclusioni in ottica di posizionamento della tua attività.

Un’analisi SWOT, inoltre, può essere molto utile per la tua attività da psicologo. A mo’ di esame di coscienza, metti nero si bianco quali sono le tue competenze di base e le tematiche dove sei maggiormente ferrato e i tuoi limiti. Dopo aver analizzato i tuoi punti di forza e di debolezza, valuta le opportunità che puoi sfruttare e nell’eventualità le minacce, dando uno sguardo a ciò che propone la concorrenza, oggi più che mai in aumento.

  • Investi al meglio il tuo budget, tenendo conto del CAC (costo di acquisizione cliente)

Punta perciò sulla tua specializzazione e decidi come investire al meglio il budget per promuovere la tua attività.

Tieni sempre conto che acquisire nuovi clienti comporta un costo (non solo in termini economici, ma anche di tempo). Vi è appunto un indice, il CAC (costo di acquisizione cliente) che va sempre valutato quando si effettua un piano di marketing. E per uno psicologo, specie alle prime armi, questo elemento è decisivo.

  • Analizza il mercato di riferimento

Lo studio a tavolino dei trend di mercato non può mai mancare quando definisci un piano di marketing per psicologi. Cosa richiede il mercato? Qual è la domanda potenziale? Vi sono fattori che potrebbero minarne i trend di crescita? Se per esempio, una buona parte dei clienti che chiede la tua consulenza, ha un lavoro precario, saprai già a monte che molto probabilmente il focus delle consulenze che ti verrà richiesto riguarderà il supporto di natura psicologica, fondamentalmente utile per il miglioramento dell’autostima. Tuttavia, sarai ben consapevole che molto difficilmente, chi ha un lavoro precario potrà sostenere i costi di una terapia nel lungo periodo.

  • Analisi del comportamento dei clienti

Come fanno i clienti della tua zona a ricercare uno psicologo? Che tipo di canali informativi vengono usati in prevalenza? Come si promuovono i tuoi colleghi? Cosa offrono e qual è il loro vantaggio competitivo?

Conclusioni

Dando risposte specifiche ai quesiti in questione, avrai una miriade di spunti a portata di mano per costruire una vincente strategia di marketing, volta ad intercettare un numero sufficientemente considerevole di clienti/pazienti.

Per farti conoscere in zona, non esitare a proporre seminari informativi. Servirà anche per rendere più amichevole la tua figura, visto che in alcune aree del nostro Paese si guarda ancora con un certo allarmismo chi va dallo psicologo.