Martedì, 12 Giugno 2012
Alessandro Giari
L’Italia che corre
Giornata Nazionale dell’Innovazione 2012, organizzata in collaborazione con Confcommercio

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Michele costabile
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Roberta Milano
Michele Vianello
Marco Cantamessa
Mauro Fantin
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Interventi dal pubblico
Marco Cantamessa
Michele Vianello
Mauro Fantin
Roberta Milano
Edoardo Colombo
Davide Giacalone

La trascrizione automatica dell'evento

grazie mille credo di poter dire che il dottor Casson o comunque rimane con noi a vostra disposizione rilasciano stanza dove dove dove eventualmente possono farsi degli in incontri del del delle presentazioni a sinistra già oggi Alessandro già parchi scientifici e tecnologici italiani nostra vecchia conoscenza e anche collaborazione prego grazie sia intanto volevo solo dire con la sottolineatura che nel colonnello Bortone cerotto due mitico nel suo intervento intanto quello che vi siano INAIL riforma abilità delle funzioni nella pubblica amministrazione che è un dato di grandissima rilevanza poi c'è un altro esposto per raccontare barzellette su carabinieri verso il problema vero però quelle tipiche per la è questa è un problema ma a parte le battute io vorrei fare una breve riflessione un po'fuori dagli schemi e lo dico con molta franchezza perché io non sono del tutto soddisfatto delle cose che ho sentito lo dico con molta diciamo in modo amichevole modo costruttivo da parte del di Bassanini debutta in parte da parte del ministro voglio dire con franchezza perché il problema è che qui c'è un tale che non corre non mi pare ecco l'Italia che non corre ha bisogno di capire perché non corre noi dobbiamo il immediatamente velocemente urgentemente con drammaticità individuare quali sono i problemi fondamentali del fatto che questo sistema nostro che è fatto di elementi anche di grandissimo pregio dal punto di vista la potenzialità dello sviluppo non è indenne non è in condizione di poter competere a livello mondiale con un'economia che è fortissima e che sta crescendo e crescerà molto di più nei prossimi anni cioè io ho l'impressione che noi siamo in un ambito di sottovalutazione drammatica della situazione perché il problema non è solamente prova di carattere finanziario speculazione del mercato qui sta cambiando il mondo che sta cambiando la velocità incredibile nei rapporti di forza fra sistemi produttivi sistemi di distribuzione sviluppo di nuovo competitività basata sull'innovazione ma che pensate i cinesi siano che aspettare solo di produrrebbe merci di basso profilo e cioè che qui c'è un livello di impegno sullo sviluppo della competitività basata sull'innovazione nel mondo intero che fa impressione e la discussione il dibattito la modalità con cui noi affrontiamo sto dibattito è a mio modesto giudizio molto al di sotto diciamo del livello di emergenza che noi stiamo affrontando a prescindere dalla dalla la macro dimensione economica che stiamo vivendo questo il dato è dato di riferimento su cui io credo che una giornata come oggi dovrebbe essere utilizzata per uno sviluppo di una riflessione seria di un approfondimento serio delle motivazioni che ci portano a non hanno ancora e guardate anche nel modo in cui noi affrontiamo questi temi viene fuori in modo palese in modo evidente qual è qual è uno dei problemi fondamentali di questo di questo tipo di di diciamo di meccanismo noi siamo un Paese che non riesce essendo strutturato diciamo in modo tale per cui non abbiamo la grande impresa è fatta da per lo sviluppo non per cui diceva bene grandi università i grandi centri competenza aiutano come succede in tante parti del mondo a diventare più competitiva la nostra grande industria che trascina lo sviluppo portandosi indietro questa diciamo compagine importante di piccole e medie imprese non è così non funziona così non c'è la grande impresa che fa da traino e questo se non c'è e quando c'è non fa da traino e e quindi c'è un primo problema di fondo che va detto e qualcuno bisognerebbe lo disse no Presidente partecipi il petrolio ma qualcuno di ben più alta rilevanza che chiamasse facesse la chiamata diciamo di responsabilità anche nei confronti del tessuto imprenditoriale e del management del tessuto intendete attendere guarda signori che se noi non possiamo queste condizioni di complementarietà per cui la grande impresa diventa per molti aspetti contrario dello sviluppo portandosi dietro sistemi di piccola impresa innovativi che possono essere diciamo all'imitatori permanente delle lodi logiche di competitività non andiamo davvero poco poco lontano e allora io faccio una prima riflessione critica con una critica positiva diciamo costruttiva la logica dei bandi sul sui fatti non è andata è completamente ditte in adatta a produrre risultati di questo tipo cioè noi ci siamo giocati dieci anni dall'Italia due mila quindici senza riuscire a comminare una che con la l'aggregazione per settori fondamentali prioritari eccetera eccetera abbiamo fatto ben poco da questo punto di vista ci si riprova venisse pasta bisogna avere il coraggio di governare processi non si può pensare che dietro la logica del bando e e con le cinque otto dieci imprese se si pensa che si si si si mette in moto un processo reale dare scegliere scegliere ambiti tecnologici ambiti territoriali e dire il Veneto fa una cosa la Toscana fa un altro lato fa un'altra questi sono i dati anche tireranno lo sviluppo della cordata con la logica sportello non con logica bando perché non si non probabilmente non si riuscirà a produrre quel tipo di accelerazione nella logica della trasparenza nella logica diciamo della correttezza ma anche con un ambito di discrezionalità che è assolutamente indispensabile quando la drammaticità della situazione lo impone come nel caso nostro noi io sono spettatore di una microcosmo e e vedo la realtà dello sviluppo dell'innovazione la piccola piccolissima impresa da osservatore assolutamente privilegiato io faccio da dargli tredici anni amministratore unico amministratore delegato presidente oggi il direttore generale un parco scientifico tecnologico è nato nel novanta nel novantanove dentro a quella realtà si si si è capito bene una cosa e e poi questa cosa l'abbiamo condivisa con tutti gli altri fatti che abbiamo fatto diventare nostro minimo comun denominatore che se noi costruiamo le condizioni della cooperazione tra piccole presente e questa riesce a a svilupparsi con una logica di tipo verticale perché il problema di fondo è quello di mantenere un ambito di specializzazione tecnologica forte ma avere anche gli strumenti per essere più forte più visibili più presenti sul sul mercato la evoluzione basata sull'innovazione produce risultati inaspettato noi da cinque anni misuriamo senza dare aiuti di fatto alle imprese crescite di fatturato che vanno dal minimo del ventotto per cento al quarantaquattro per cento gli addetti che escono in quelle imprese del dieci per cento l'anno il sistema dei parchi tecnologici italiani dal dal due mila nove alla le imprese dico non tanto i soggetti gestori dei parchi che non interessano a nessuno l'economia guarda alla sostanza diciamo sono cresciute mediamente del nove per cento il numero delle imprese insediate in il sette per cento degli addetti nove per cento il fatturato aggregato al qui c'è una un piccolo elemento poca roba siamo nell'ordine di un miliardo e fatturato undici mila addetti una micro dimensione ma ci fa capire qualcosa ci fa capire che quando le imprese cooperano che collaborano e annunci su un terreno un luogo all'attraverso il quale questo si rende possibile facile normale si rompe un ambito culturale tipico che è quello della competizione diventa più facile essere complementari e collaborare che compete e dalla collaborazione nasce la crescita la competitività i nuovi prodotti nuovi servizi che noi misuriamo ogni anno senza che questi si producono in termini diciamo di visibilità in letteratura non nel senso che non ci sono i nuovi brevetti tutti è in linea misurati diciamo dalle standard e dalle delle ricerche specifiche non ci sono tanti nuovi prodotti che vengono fuori dalla cooperazione fra le piccole imprese che è che è quel mondo anche di economia tradizionale che al grandissimo bisogno implementazione innovativa che producono innovazione alla per fare questo tipo di lavoro se questa è la strada qualcuno ce lo dicano è questa la strada la sala della cooperazione fra le piccole imprese in un Paese novantacinque per cento e piccole imprese se questa strada allora dobbiamo mettere a punto gli strumenti perché questo avvenga in modo diffuso in modo coordinato e in modo diciamo come dire che in modo da poter coinvolgere il tessuto e il sistema economico del nostro Paese agli strumenti non ci sono non sono adeguati e manca quella che alcuni hanno già detto che la cultura della valutazione risultato poi bisogna parlare di numeri non siamo regionale di ricerca noi noi ci occupiamo di innovazione innovazione presupposto per lo sviluppo della competitività la competitività si misura i numeri in fatturato mila addetti in incapacità di essere presenti sono dei mercati era mancano gli strumenti non solo perché ci sono mille duecento soggetti in Italia che si occupano di innovazione e trasferimento tecnologico è un'assurdità totale no la prova dei distretti di poli d'innovazione dei dei dei patti di polvere poi del prevede il limite di qualsiasi solo il problema non è dei nomi tra della sostanza ciascuno valuti che debba essere valutato perciò che fatto in termini di risultato allora bisogna misurare le attività dei dei soggetti in particolar modo dei soggetti dei soggetti integratori però bisogna dirla fino in fondo si tratta di un altro minuto Sardella fino in fondo anche sulla questione della politica cioè qui non c'è qui cioè se almeno qualcuno mi domanda non nostro interlocutore verso ma la politica in Italia per lo sviluppo dell'innovazione su cosa si basa che gli rispondo io rispondete voi sulle venti iniziative che le singole Regioni fanno autonomamente in modo differenziato riproponendo magari errori che quelle hanno già fatto cinque anni dopo le fanno non nuova ma ente sul fatto che nessuno di utilizzo e migliori risultati del benchmarking da noi non esiste per cui se c'è da organizzare un incubatore un certo modo organizzato un certo modo non si può organizzare un altro modo e c'è una regola c'è una scientificità c'è una modalità strutturale organizzativa per fare cose sono cose complesse che presuppongono una serie di fattori messi in equilibrio fra di loro allora non si inventa più io francamente a volte non mi prende la depressione perché si inventa permanentemente ci si i siti si si esprime in modo generico riforma bisogna lavorare su una posizione di ricerca innovazione qui che vuol dire ricerca innovazione in termini astratti quello si pone le politiche di sviluppo alle di sostegno all'innovazione sono politiche raffinate così come se raffinate devono essere gli strumenti e le politiche che sostengono la ricerca fondamentale ma sono due cose completamente distinte diverse che alla temporalità azioni diverse tempi diverse modalità di intervento diverso bisogna fare un salto di qualità e la politica mi mi scusino facciamo coloro che la la esercitano mediamente in questo Paese non è all'altezza di governare un processo a cura perché i processi sono efficaci se mette in moto i gli strumenti e gli strumenti non sono provvedimenti di legge ma sono la capacità di far che io ogni mattina lavori sulla base delle indicazioni che ha dato il ministro perché c'è un raccordo fra quello che dice il ministro fa il Governo fanno le Regioni e chiudo scusa le parole sono fatta sono fatto troppo lungo per cui io credo che e chiudo sulla sulla segnalazione noi abbiamo cominciato un percorso insieme con l'Agenzia per l'innovazione sull'internazionalizzazione internazionalizzazione è indispensabile per le nostre piccole imprese se noi vogliamo introdurre processi di crescita innovativa lo facciamo cerchiamo di essere sistematici abbiamo fatto la primo accordo con con i cinesi lavoreremo perché le imprese cinesi vengono qui dentro i nostri parchi per fare già in venti giorni sviluppare mercato insieme e viceversa imprese italiane andranno i parchi cinesi io credo che questa sia la strada corre però lo dico l'Agenzia per l'innovazione deve essere uno strumento che governa questo processo che armonizzate e allora bisogna fare una scelta da dare forza dal altrimenti diciamo qui così continua a rimanere in quella diciamo in quella fase intermedia indefinita nebulosa che non serve a nessuno e la crisi si sta travolgendo tutti grazie

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