Martedì, 12 Giugno 2012
Franco Bassanini
L’Italia che corre
Giornata Nazionale dell’Innovazione 2012, organizzata in collaborazione con Confcommercio

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Michele costabile
Edoardo Colombo
Roberta Milano
Michele Vianello
Marco Cantamessa
Mauro Fantin
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Stefano Quintarelli
Interventi dal pubblico
Marco Cantamessa
Michele Vianello
Mauro Fantin
Roberta Milano
Edoardo Colombo
Davide Giacalone

La trascrizione automatica dell'evento

la ringrazio io ringrazio Giacalone chiedo scusa e di avere chiesto un'inversione del programma ma ma pro o tra poco una conference call con presidente della bene il presidente di Italia affidabile Presidente richieste del Po stiamo scrivendo un documento di proposte per il Consiglio europeo delle quattro grandi istituzioni finanziarie a partecipazione pubblica europee sul tema della crescita e dobbiamo appunto poco dopo l'una sentirci per mettere a punto il testo definitivo quindi chiedo scusa di questa Regione avete già avuto stamattina in particolare nella relazione di Giacalone un inquadramento delle ragioni per cui il tema anche al centro della giornata di oggi è strategico oggi per il nostro Paese ma per ripeterlo o in sintesi dal mio punto di vista il problema è che senza innovazione non si esce dalla crisi la crisi che investe l'Italia in Europa almeno nella storia recente senza precedenti come vedete è qualche le decisioni europee sembrano dare qualche respiro ai mercati maturano le spasso materie quella di ieri e durata esattamente le staff da Mattei appena sono stati approfonditi i meccanismi del salvataggio delle banche spagnole gli sprechi hanno ricominciato accresce per molto tempo la ricetta sembrava l'austerità il rigore il consolidamento dei conti pubblici era questa la la chiave per tranquillizza ridare fiducia ai mercati consolidamento dei conti pubblici continua a essere essenziale non c'è nessuna possibilità di riprendere la strada della crescita dello sviluppo se la riduzione del debito pubblico non procede con ritmi soddisfacenti ma è ormai evidente che non è l'unica chiave per risolvere il problema non basta la chiave delle politiche di austerità delle politiche di rigore della riduzione della spesa che pure è necessario della riduzione quindi del deficit e del debito pubblico anzi le politiche di austerità da sole soprattutto se non sono mirate soprattutto se passano attraverso tagli puramente lineare della spesa producono effetti recessivo i del primo anno la domanda interna soprattutto sul fondo sul fronte dei consumi e sul fronte della spesa pubblica finiscono per ridurre le spese di investimento in realtà molto più della spesa corrente perché è più facile ridurre le spese di investimento che non la spesa le resistenze le resistenze sulla sul versante della spesa corrente sono molto più forti non dovrebbe essere così anzi si dovrebbe come dire ridurre soprattutto la spesa corrente a cominciare da quelle più improduttive gli sprechi tra virgolette un meno produttive ma in realtà l'esperienza dimostra badate soltanto tra il due mila dieci due mila undici c'è stata una riduzione delle spese pubbliche per investimenti del trentotto per cento rispetto agli anni agli anni precedenti fosse stata ridotta nello stesso periodo la spesa corrente nella stessa misura come dire saremmo diventati il paese più virtuoso non d'Europa ma del mondo madre ma non è così è questa la ragione per cui si è finalmente cominciati a capire di più lungimiranti lo dicevano danni che non ci sono due tempi l'autorità è l'austerità il consolidamento fiscale oggi la crescita domani la politica dei due tempi di ci ha condotto al punto in cui si consolidamento fiscale e crescita economica devono procedere di conserva è la ragione per cui dopo il fiscal compatte finalmente si parla di grosso compatta non c'è nessuna possibilità di consolidamento fiscale quando parla di consolidamento fiscale uso forse l'espressione più più più anglosassone che non italiana non dobbiamo pensare che consolidamento fiscale voglia dire consolidare le tasse no di consolidamento dei bilanci pubblici quindi al risanamento dei bilanci pubblici che rimessa in equilibrio dei conti pubblici riduzione progressiva del debito pubblico e mantenimento del pareggio strutturale di bilancio no ecco questo questo con questo intendo la parola m a questo punto mera passate consolidamento fiscale anche se molto se molto lo sa se non c'è possibilità di consolidamento fiscale se non c'è nel lungo nel medio e lungo termine se non si riprenderà cresce e questo è un dato come non si riprende a crescere se non si mettono in ordine i conti pubblici cosa che il nostro paese a sostanzialmente fatto perché siamo al pareggio strutturale di bilancio probabilmente non raggiungeremo rapidamente il pareggio contabile ma solo perché c'è la recessione solo perché c'è la recessione ma pareggio strutturale si ma come non si può riprendere la crescita senza consolidamento fiscale è vero anche la reciproca perché se non si riprende a crescere il rischio della sindrome greca fortissimo perché è difficile mantenere un ritmo di riduzione del debito pubblico come quello che ci ha richiesto dal fiscal compact ha come sapete un ventesimo all'anno del differenziale tra l'attuale livello del debito pubblico è un rapporto debito PIL del sesso il sessanta per cento se non c'è se non contribuisce alla crescita del denominatore cioè la crescita del PIL cioè la crescita economica e come è stato detto nelle relazioni introduttive che non ho sentito ma me ne sono fatte riassumere quindi sono in grado di sapere quello che hanno detto e non c'è crescita senza un aumento di produttività del nostro sistema economico e non c'è aumento di produttività senza innovazione senza puntare sull'innovazione per questo il tema dell'innovazione e fondamentali diceva Giacalone nella relazione introduttiva come facciamo a far diventare la globalizzazione la competizione globale un'opportunità e giustamente questa giornata accoglie questo tema non lo possiamo fare se non aumentiamo il basso ritmo di incremento nati produttività stagnante del sistema economico italiano la data e la produttività stagnante e poi la media tra ha imprese che miglioreranno talora anche a ritmo notevole il loro a Castel abbiamo abbiamo da stiamo facendo da tempo una ricerca in collaborazione con servizio tutela Banca Italia l'Istat sulle ragioni della bassa produttività e la prima cosa che emerge è che questa bassa produttività è il risultato di di una produttività stagnante del pubblica amministrazione di un forte incremento di produttività di ad di imprese innovative e di Bassano stagnante produttività di altre imprese ha il risultato è quello che abbiamo come sistema Paese ma è evidente che per riuscire a far ripartire la crescita dobbiamo che farla aumentare il tasso di produttività e quindi di innovazione di tutto il sistema e economico e produttivo italiano ovviamente compresa la pubblica amministrazione per come si fa avete già discusso questa mattina io un riassumo in poche battute quelle che sono le mie convinzioni ho i miei coi miei suggerimenti che come che come sentirete coincidono in buona misura con cose che sono già state dette ma come dire in questi casi non non siamo a concorrere per al premio Nobel della migliore invenzione anzi vi dirò vi dirò una cosa che io per anni nel periodo in cui sono stato ministro Milan tavolo di copiare di copiare quello che avevano fatto Clinton e Gore nella National performance review la straordinaria riforma dell'amministrazione federale americano che ha condotto il bilancio degli Stati Uniti in otto anni da un deficit del a due cifre ha un surplus di bilancio dei diversi punti la e peraltro sapete anche la famosa Commissione a tali si basava sul metodo della copertura cioè quello che noi facemmo e la Commissione sta a incaricare una squadra di super esperti che lavorava per noi di fare una una sorta di censimento dei migliori risultati delle migliori riforme nell'innovazione dei sistemi dei sistemi pubblici dei sistemi di incentivazione quelli che hanno dato i migliori risultati in giro per il momento e noi quello che ci limitiamo a mostrare era cercare di capire quali potevano essere utilmente importati in Francia e quali no perché c'erano dei delle delle ostacoli insuperabili copiare è la cosa quindi da questo punto di vista spesso più utile allora la prima cosa che io credo si debba fare per superare il deficit di competitività e di produttività sono interventi sulla per così dire sull'ambiente che lo ha già detto Profumo accennato anche Nicolais sull'ambiente nel quale gli attori della crescita quindi le imprese operano sicuramente semplificazione normativa e burocratica che non ma pressione o di questa apparente contraddizione tra Profumo e Nicolais sono sicuro e abbiamo cominciato a fare questo lavoro alla fine degli anni novanta che bisogna ridurre il numero delle norme delle procedure dei costi burocratici dei dei costi da regolazione dopodiché in qualche caso per farlo come pure una norma con una norma che ne abolisce possibilmente alcune centinaia è inevitabile che sia così in un sistema in un sistema di stato di diritto però sicuramente siamo troppo normati il mal normati occorrono poche norme le norme giuste una forte semplificazione delle procedure questo libere rende anche energie dell'amministrazione perché non solo le imprese anche le amministrazioni sono paralizzate dagli eccessi di regole dagli eccessi di procedure complicate e burocrati e tra questo occorre poi una radicale semplificazione dell'architettura istituzionale non è possibile che ci siano stato regioni province comuni più la Commissione europea che dettano norme negli stessi settori per se è possibile semplifica mole architettura istituzionale e se non è possibile stabiliamo in maniera rigorosa che c'è qualcuno che fa una cosa e qualcun altro che ne fa un'altra e non che insieme lavorano per complicare il quadro normativo e burocratico sulle stesse settori sulle stesse e sulle stesse materie semplificazione normativa che una normativa ci sia indirizzata liberare le energie le energie imprenditoriali e soprattutto a liberare l'innovazione a questo punto di vista insieme alla pubblica amministrazione bisognerebbe ragionare un po'sugli organismi di controllo sull'organismo e giurisdizionale voi sapete prima di me che uno dei temi di ambiente principali è la rapidità dei procedimenti contenziosi ai giudizi civili ma anche quelli della giurisdizione amministrativa e per quanto riguarda la pubblica amministrazione di quella contabile i tempi e spesso la cultura e la mentalità con cui si opera in questi giudizi da questo punto di vista anche la giurisdizione penale entra in gioco perché vedete se io leggo le cronache penali buone tre quarti dei procedimenti penali aperti nei confronti di imprese di imprenditori si sa già che alla fine finiranno con una soluzione perché il fatto non costituisce reato o con addirittura un proscioglimento in istruttoria perché rivelano semplicemente che la cultura e la mentalità dei giudici non ha ancora capito come funzione all'impresa in un'economia di mercato un suggerimento che ho cercato di dare vanno mentre si discuteva ancora nelle prime fasi del della sulla sulla nuova legge sul mercato del lavoro era quello comunque facciamo una cosa stabiliamo con un piccolissimo investimento pubblico che i giudici del lavoro devono farsi due anni di specie in aziende in aziende di diverso tipo un'azienda industriale un periodo leggendo stare un altro è un'azienda commerciale e poi saranno molto più capaci di far di di sapere quando il licenziamento economico disciplinare quello discriminatorio giudice in grado di capirlo con la sua cultura giuridica ma quello o economico quello disciplinare forse non è in grado di capirlo con la sua cultura giuridica si non è riuscito ad applicarla all'esperienza del funzionamento del funzionamento delle imprese è la seconda cosa che si può fare dal punto di vista dell'ambiente e il veniva già detto negli interventi relazioni precedenti e creare ha un ambiente diciamo in e che creare le infrastrutture le infrastrutture materiali e le infrastrutture immateriali che sono favorevoli al innovazione e noi sappiamo per esempio che il clown compiuto in via è uno strumento fondamentale che può rappresentare una scorciatoia per all'innovazione soprattutto nelle piccole e medie e medie imprese facciamo da bisogno o di di di di infrastruttura di rete c'è un'immersione aziende in un territorio in visita al di e del non può ricorrere al cauta e quando parlo di digital debba e non intendo i due mega alle tre di notte ma intendo almeno i venti e trenta media in continuazione perché una volta che io ho messo sulla nuvola tutti i miei i miei dati e tutte le mie procedimenti io devo avere la garanzia di poter essere continuamente collegato altrimenti altrimenti è come eccome se avessi il capannone distrutto dal terremoto scusate il il il il paragone quindi infrastrutture tornerò tra un momento su questo perché vorrei fare cinque minuti finali sul ruolo della Cassa depositi e prestiti che qui e c'è un ruolo fondamentale grazie da questo punto di vista lo accennava già Profumo c'è poi il problema di delle vere e proprie azioni incentivanti dell'innovazione io penso che condotta seriamente la spending review potrà dare dei risultati importanti non sono sicuro che vi darà ma penso che potrebbe dare c'è ancora c'è ancora molto grasso da tagliare nella nostra spesa pubblica mi auguro che i risultati siano sufficienti non solo per evitare l'aumento dell'IVA ma poi per creare un sistema di vero e possibilmente automatico di incentivi fiscali all'innovazione e più in generale gli investimenti delle imprese che considera che consenta di ridurre se e in alcuni casi di azzerare sanzionare non è una parola criminale il vento capitale negli Stati Uniti è completamente fiscalmente esente per un certo numero di anni per un certo numero di anni qualcosa del genere forse avremmo bisogno anche in Italia alcune cose ci sono nel pacchetto lo sviluppo che è in discussione in Parlamento io spero che passi la giusta idea che sia pure valutate con molta prudenza le spese degli incentivi che sicuramente genere hanno ha un livello di crescita tale da produrre maggiori entrate non debbono avere bisogno di copertura finanziaria l'ottica con cui spesso si ragiona ancora è un'ottica da contabilità di Stato dell'ottocento dopo Maastricht il problema delle coperture finanziarie una regola molto semplice ha bisogno di copertura finanziaria tutto ciò che tutte i provvedimenti che peggiora nel nostro rapporto tra debito e pile tra deficit e PIL e la copertura serve ad azzerare questo risultato tagliando altre spese aumentando le imposte tutto ciò che invece produrrà sicuramente un miglioramento del rapporto debito PIL deficit PIL perché fa crescere il PIL e fa crescere anche le entrate spontaneamente perché si genera nuova ricchezza e nuove attività tutto questo non bisogno di copertura finanziaria perché è virtuoso inserita al punto di vista dell'unica regola vera che tale che la regola del risultato ormai noi siamo misurati la nostra finanza pubblica e misurata anno per anno da un giudice esterne che si chiama Eurostat e chi è a questo su questo traguardo che noi dobbiamo mirare e poi c'è il ministro ha parlato di agenda digitale di Horizon due mila venti quindi misure di stimolo un punto un grande stimolo può venire dalla domanda pubblica ci la digitalizzazione della della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici viene spinta non in modo Giacalone sa qualcosa di questa nota viene spinta con molta determinazione questo creerà un volano e su questo terreno bisogna io non penso per esempio che e anche su questo torno tra un minuto che sulle reti di telecomunicazione le famose mi g n il problema del pubblico in Italia dello Stato sia quello di finanziare nella realizzazione con decine di miliardi pubblici che non ci sono che non sono disponibili come hanno fatto invece Giappone la Corea o l'Australia non siamo in grado di fare su quei pochi soldi che ci sono oltre che per colmare il digital designer e cioè la la nel nel inerenti la realizzazione delle reti nelle aree a fallimento di mercato dovrebbero servire invece ha sostenere la alla alla alla produzione di servizi pubblici digitali questo il punto su cui gli investimenti non sono investimenti a questo punto enorme possono essere estremamente utili e se ci fosse qui Profumo direi anche l'alba PT l'alfabetizzazione informatica nelle nelle nelle scuole che l'altro fattore vedete di ambiente per stimolare la crescita della domanda e l'innovazione bisogna poi agire con altri strumenti a sostegno io da tempo sostengo come qualcuno o forse sarà che occorrerebbe in questo momento una terza enti ai rom che sono i famosi iniezione di liquidità della Banca centrale europea ma diversa dalle precedenti delle due le due iniziative di Draghi quasi mille miliardi vietati del sistema bancario europeo sono state provvidamente provvidenziali per evitare una pazzesca crisi di liquidità ma per sono a breve fino a tre anni ormai sono due anni e mezzo poco più vi vi non avevano nessun vincolo di destinazione le banche che potevano utilizzare per come dire mettere un rimedio ai buchi nei loro nei loro bilanci e a rimborsare rimborsare le o alle loro obbligazioni in scadenza che non sapevano come pagare eccetera pensate invece questa è la nostra proposta a una è il Chievo non a tre anni ma alla cinque dieci rigorosamente finalizzata agli investimenti delle agli investimenti in innovazione e sviluppo delle imprese e alle infrastrutture nel senso che le banche possono tirare le banche devono presentare collaterali naturalmente come nelle due precedenti ma possono tirare soltanto se presentano i contratti di finanziamento che finanziano programmi di sviluppo e di innovazione di questa o quell'impresa o di un gruppo di imprese a quel punto vi presento dieci contratti per ha cinquecento milioni tiro cinquecento milioni a dieci anni all'uno per cento all'uno per cento all'ora si crea la stessa liquidità delle prime due ma con un arco di tempo più lungo e con una finalizzazione vincolante si può fare ma certo che si può fare pensate nel nostro piccolo a quello che noi abbiamo fatto in questi due anni con il finanziamento e il finanziamento alle piccole e medie imprese la Cassa depositi e prestiti ammetto disposizione prima otto miliardi aumentati recentemente a diciotto da cui a a tassi moderati naturalmente non è l'uno per cento che può fare la BCE perché noi raccogliamo risparmio postale che e ci costa un un po'di più ma insomma tassi moderati alle banche per fare i finanziamenti alle piccole e medie imprese ma glielo diamo soltanto quando ci presenta nei contratti di finanziamento allora i primi otto miliardi sono andati via nel primo nei primi anno e mezzo poco più di un anno e mezzo hanno finanziato cinquantadue mila e cinquecento piccole e medie imprese e che abbiamo l'elenco perché devono presentare questi queste sono finanziamenti da tre a dieci anni cioè esattamente la fascia che la liquidità della BCE non copre di l'ulteriore plafond di dieci miliardi in modo funzionerà allo stesso modo e quindi come dire può essere utilizzato dal sistema creditizio solo per finanziare gli investimenti delle imprese non per altri scopi come degli altri scopi possono essere nobili comprare piedi e titoli di Stato non è una cosa ignobile anzi sostiene il debito pubblico però non raggiunge la finalità di sostenere l'innovazione la crescita del del sistema del sistema delle imprese infine un'ultima battuta perché ho già parlato troppo su Cassa depositi e presti quello che possiamo fare innanzitutto vorrei dire a tutti forse qui è quasi inutile che Cassa depositi e prestiti non gestisce fondi pubblici se non è in un caso molto limitato che è il fondo o ricerca innovazione in cui noi mettiamo nostre risorse in a finanziamenti a tasso agevolato alle imprese ma essendo essendoci una pagamento trattata ricco del bilancio dello Stato del differenziale di tasso questo va con bandi del ministero dello sviluppo economico e sostanzialmente noi facciamo sulle pagato per il resto la Cassa depositi e prestiti gestisce risparmio privato ci sono dodici milioni di italiani che è e hanno messo i loro risparmi nei di dire e quindi essendo risparmio delle famiglie va gestito in maniera oculata è vero che e c'è una garanzia dello Stato per cui i risparmiatori postali non rischia no in caso dico allora di uso non prudente non oculato ma ci mancherebbe altro che per la prima volta dopo cento sessant'anni è che esiste questo strumento la garanzia dello Stato fosse scusa è chiaro che stiamo molto attenti a non fare quindi sono risorse che bisogna gestire in modo oculato da gestire in modo oculato quindi con investimenti o finanziamenti che abbiano un livello sufficiente di redditività e però la missione della cassa è pubblica pur gestendo denaro e risorse private e la tra le tra le sue funzioni fondamentali c'è il sostegno dell'economia il finanziamento delle infrastrutture una volta la cassa faceva soltanto finanziamento delle infrastrutture attraverso prestiti alle amministrazioni pubbliche finivano tutte sul debito pubblico oggi ampi a a imitazione di quello che ha da tempo fanno in Germania in Francia istituzioni simili alle nostre anzi persino un po'più pubbliche di noi perché sono cento per cento dello Stato mentre noi siamo settanta per cento dello Stato a imitazione di quello noi oggi possiamo appunto finanziare imprese finanziare direttamente chi realizza le infrastrutture quindi società private concessionari privati società di progetto come vi dicevo abbiamo destinato diciotto miliardi al credito a medio termine alle piccole e medie imprese da tre a dieci anni a scelta dell'impresa certo lo facciamo tramite le banche perché noi siamo una struttura esile piccole cinquecento persone non potremmo certamente è istruire cinquantadue mila pratiche di finanziamento pubbliche m a piccole e medie imprese in un anno e mezzo come è avvenuto nell'anno nell'anno e mezzo trascorso ma facciamo attraverso le banche obbligando le presentarci il contratto di finanziamento a dire anche all'impresa guardate che io questo prestito questo molto ve lo faccio compro vista che la Cassa Mita questo tasso e quindi tutta la differenza c'è me e mio spread per così dire no non potere non non posso dirvi che io raccolgo sui mercati al sei per cento perché non è vero io prendo provvede sta della cassa a un tasso molto molto più basso abbiamo cominciato anche recente recentissimo e stiamo rafforzando questo a sostenere l'esportazione e l'internalizzazione delle imprese SACE faceva già un gran lavoro su questo sul terreno delle garanzie noi ci siamo adesso affiancati con uno strumento per finanziare le imprese che esportano o le imprese italiane che lavorano all'estero badate che lo fanno tutti i maggiori paesi europei in un recente in una recente gara in cui siamo intervenuti un qualche mese fa bandita dalla tale da la più importante compagnia multinazionali di di di di di di transatlantici di lusso per così dire i cantieri che di Amburgo concorre vanno con una facevano loro offerta comma compare una faciliti finanziaria della banca i tedeschi e cento per cento dica inaffidabili anche che il nostro nostro fratello tedesco è è che gli dava che dava Carnevale a un finanziamento pari a quasi a Mimmo l'importo della commessa ottocentocinquanta milioni su mille duecento milioni di dollari ad un tasso assolutamente favolose e i cantieri sudcoreani concorre con addirittura con una offerta del Governo sudcoreano di dare a Carnevale un contributo a fondo perduto cospicuo Fincantieri ha concorso e a questo punto abbiamo dovuto fare il massimo rimando al massimo Aliyev praticamente eliminando ogni margine per fornire la di un'altra sede di finanziaria che non era a livello di quella tedesca di quella sud coreana ma evidentemente l'offerta di Fincantieri era migliore perché ha vinto pur avendo l'offerta avendo l'accompagnamento finanziario peggiore ma non tanto peggio ore da non consentirmi di far valere la sua offerta per così dire industriale quindi è importante sostenere l'internalizzazione lo fanno tutti lo fanno tutti l'idea che anche in questi casi i mercati si gestiscono del sei e sei della la competizione va assolutamente rispettata ma almeno nel senso di andare alla pari degli altri che sono sostenute da Governi magari dai Governi che spendono finti naja di miliardi di dollari per ricapitalizzare banche società d'automobili assicurazioni parlo dei maggiore governi anglosassone almeno questo occorre occorre è occorre farlo bisogna poi intervenire anche dal lato del perché non c'è soltanto un credito c'è anche Davide lo sa un e critica c'è un problema di capitale di capitali insufficienti per crescere per a realizzare progetti di sviluppo e di innovazione è molto forte in questo momento è molto forte in questo momento perché la logica di breve termine c'è stata una delle cause della crisi continua a essere dominante nel sistema finanziario in particolare nel sistema creditizio che purtroppo in Italia è quello con cui fondamentalmente si finanzia il sistema delle imprese da questo punto di vista anche qui abbastanza di recente abbiamo messo in opera dei fondi dei fondi di investimento che sono un po'diversi dai normali fondi di private equity ed altri innanzitutto perché la loro logica la logica di accompagnare l'impresa l'imprenditore gli azionisti quindi non hanno in nessun caso una logica aggressive non hanno tempi di crisi investimento rigidi come quelli che hanno i normali fondi Private equity sono finalizzati alla crescita dimensionale e alla realizzazione di programmi di sviluppo e di di e di internazionalizzazione delle imprese e in quanto in quarto luogo sono assumono comunque partecipazioni di minoranza in aziende nel quale c'è un azionista industriale di di maggioranza quindi vanno come dire chiamati dall'azionista di maggioranza e dall'imprenditore per apportare una alle otto di cui alla capitalizzazione alla captazione dell'impresa stiamo cercando di finalizzare questi interventi fondo strategico italiano che ha un'altra capitale iniziale di quattro miliardi i fondi italiani investimenti in cui siamo insieme ad alcune grandi banche ad altri soggetti la il Fondo F due I soprattutto rivolto verso le infrastrutture di finalizzato innanzitutto in direzione delle è in aziende che abbiano forti programmi di innovazione da questo punto di vista è anche logico se ne discute molto sui giornali in questo momento che è uno dei terreni nel quale abbiamo cominciato intervenire è quello della dotazione del nostro paese di una moderna rete di infrastrutture di telecomunicazioni che l'infrastruttura per così dire materiale se possiamo ancora chiamarla materiale forse più importante ai fini dell'innovazione non non non sottovaluta ho fatto la necessità le esigenze dei fra di buone infrastrutture di trasporto ha ai fini della logistica mai fatti investiamo anche in a aeroporti porti di autostrade e così via ma le infrastrutture di telecomunicazione queste caratteristiche che essenziale ai fini dell'innovazione e che richiede investimenti relativamente ridotti rispetto alle altre infrastrutture per recuperare il gatto e per riportarci all'avanguardia e soprattutto investimenti che realizzano risultati in tempi relativamente brevi se noi volessimo recuperare il ritardo che abbiamo sull'alta velocità o sul sistema o sul sistema portuale probabilmente cinque recinti diremmo qualche decennio sulle telecomunicazioni ci si può mettere qualche anno allora su questo noi abbiamo cominciato a intervenire la nostra logica non è quella di intervenire a sostegno di questo di questo hanno hanno interesse risulta risultato la moderna reti di telecomunicazioni di cui ovviamente una parte ma solo una parte perché sicuramente e il l'architettura richiederà un mix di di tecnologie diverse a seconda dei territori e delle esigenze una parte di questo è la parte in fibra ottica c'è chi vuole investire in fibra ottica hanno un loro o ha deciso di farlo metro è del potrebbe decidere di farlo Telecom avrà di sostegno finanziario della Cassa depositi e prestiti cercheremo anche di mettere d'accordo fra loro perché il paese non ha nulla da guadagnare da una nel settore paese ha molto da guadagnare dalla libera competizione della concorrenza ma nel settore delle infrastrutture che sono sostanzialmente in regime di monopolio naturale almeno per un Paese che ha perso anni fa l'occasione di avere è una moderna rete di televisioni via cavo con la sciagurata scelta di imporre il divieto delle delle reti campo molto multicanale no il divieto dell'etica mostra una scelta sciagurata una scelta politica assolutamente sciagurata altri Paesi adesso sono in condizioni di poter realizzare molto più rapidamente con minore spesa un moderno sistema di e telecomunicazioni in fibra ottica perché bene possono sviluppare ed eventi cavo con alcune accorgimenti tecnologici recentemente recentemente inventate in quei Paesi probabilmente ci possono avere anche due reti infrastrutturali di di nuova generazione in concorrenza fra la nostra c'è bisogno di un suo c'è bisogno bisogna investire in questo speriamo che non si possa fare con un accordo tra a agli investitori che vogliono farlo e a questi non mancherà nostro appoggio grazie

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