Venerdì, 18 Maggio 2012
Antonia Pasqua Recchia
Key Note
XXIII Edizione del Forum PA 2012 "Agenda Digitale, Semplificazione e Sviluppo nell'Open Government" (16 - 19 maggio 2012)

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Elvira Zollerano
Introduzione
Antonia Pasqua Recchia
Key Note

La trascrizione automatica dell'evento

il primo grazie ero buongiorno signori mi scuso per questo enorme ritardo con cui sono arrivata a formare le ragioni dipendono da impegni che si sono protratti stamane e che non potevo interrompere quindi entriamo direttamente nel vivo di questa conversazione non ho fatto in tempo a preparare una presentazione in power point che avrebbe forse alleggerito e adesso anche più dinamico il ragionamento conto o di pare è appunto una conversazione come se se stesse all'interno o di una sala di riunioni in cui ci si scambiano le idee a partire da una posizione istituzionale che è la seguente come amministrazione pubblica sentiamo tutto il peso della responsabilità di essere in questo momento di crisi economica del nostro paese ma non solo del nostro Paese di essere presenti di presidiare e alle possibilità non solo di conservazione di tutela del patrimonio culturale ma anche le possibilità di crescita che ci sono legate allo sviluppo delle tecnologie applicate al patrimonio culturale sentiamo fortemente questa responsabilità e quindi vogliamo impegnarci al di che direi al di sopra di ogni vincolo e di ogni ordinamento e di ogni legge e di ogni dal regolamento europeo per fare in modo che un settore così rilevante per questo Paese come quello della patrimonio culturale che viene recepito sempre di cui si dice sempre che è un asset di questo Paese diventi anche un settore di traino nel campo della valorizzazione delle competenze e per l'innovazione e per le tecnologie in particolare attraverso questa necessaria indispensabile diffusione dei dati in modo aperto e quindi in modo o più semplice più accessibile e non solo per i fini classici persone fini della tutela e fine della conservazione fini di studio ma anche per i fini commerciali che sono poi alla base dell'imprenditoria e quindi anche della crescita e della costruzione di nuovi posti di lavoro la consapevolezza di questo impegno ci porta in questo momento a guardare il nostro patrimonio informativo da un punto di vista nuovo finora abbiamo elaborato e costruito sistemi informativi sistemi di banche dati moltissimi finalizzati all'autogestione moltissime finalizzati alla conoscenza del patrimonio culturale e la sua difesa diffusione in internet ma non li abbiamo guardati dal punto di vista della loro tutto diciamo struttura tecnologica finalizzata alla diffusione dei dati quello che voglio anche dire e che questa diffusione dei dati concernente il patrimonio culturale va considerata non tanto quando diciamo dal punto di vista della conoscenza del mero dato informativo però il singolo bene culturale o la singola collezione o diciamo o il singolo monumento che pure è un dato molto importante molto appetibile a purché si appunto corredato di una adeguatamente adattazione ma va visto diciamo da un punto di vista più strutturato cioè più i dati sul patrimonio culturale sono strutturati e sono comunicati emessi accessibili in modo strutturato più questi dati hanno valore rispetto alla diffusione didattiche singoli che cosa abbiamo fatto negli ultimi anni negli ultimi anni mentre a partire da una situazione diciamo di difficoltà iniziale di arretratezza iniziale che il nostro Ministero aveva nei confronti di altri ministeri abbiamo cercato di costruire grandi sistemi informativi di conoscenza che la maggior parte e di voi conoscono e che esistono o diciamo in estate su una necessità non solo di conoscenza del patrimonio culturale e di diffusione dei tempi ma anche di rafforzamento della capacità amministrativa della Ministero dei beni culturali di erogare servizi che fossero anche servizi amministrativi quindi da un lato diciamo il sistema delle conoscenze e quindi di insieme e dei sistemi che si muovono nell'Information Society dall'altro i sistemi di governo della attività iniziativa quindi tutti riconducibili nell'ambito dell'e-government negli ultimi dieci anni ci sono stati diciamo nell'andamento di questa di questo di queste realizzazioni è stato abbastanza sino solidale e molto di penso da diciamo il flusso finanziario non tanto dalla continuità dell'impostazione dalla contiguità e dalla continuità anche della visione perché quella rimasta sempre ad alto ad alto livello quanto proprio nella possibilità di realizzare punto punto i vari da progetti determinata dall'andamento appunto alternato dei finanziamenti che abbiamo cercato di drenare di ottenere su tutti i tavoli non solo i tavoli interni del bilancio del ministero che sono sempre stati che ho molto o fragile molto ridotti perché il nostro bilancio è finalizzato alla consenso per tutto alla conservazione del patrimonio quanto sui tavoli esterni e quindi sui tavoli della della società dell'informazione nonché anche da parte dell'unione europea con la partecipazione ai grandi progetti comunitarie quindi guardando questa prima componente la componente dei sistemi della conoscenza stiamo abbiamo avviato e stiamo realizzando l'integrazione dei sistemi conoscitivi che riguardano il patrimonio culturale e abbiamo delle realizzazioni importanti una diciamo la fondamentale che è ben nota a tutti quanti è rappresentata dalla applicazione internet il portale della cultura italiana che abbiamo presentato qualche tempo fa di pari a febbraio e che comunque costituisce l'aggregato dei nazionali più completo quello che riguarda il patrimonio culturale più completo anche perché a differenza di altri siti che pure ci sono in Italia contiene una quantità e una struttura interna di dati che poi facilita anche l'apertura proprio nella logica degli open data quindi immette dati relativi alle banche dati che alimenta nel portale sono o costitutivi di questa realizzazione tant'è vero che il portale della cultura italiana il più grande direttore nazionale fornisce quei dati allora portale europeo europee Anna ma ci sono anche tanti altri sistemi di informativi in questo caso parliamo soprattutto di sistemi informativi territoriali per alla semplice circostanza che i beni culturali sono o beni che hanno una loro consistenza fisica poi c'è anche la componente del patrimonio immateriale in questo momento lo teniamo nata da parte ma anche quello è patrimonio quindi hanno consistenza fisica hanno una localizzazione sul territorio quindi sono le collegati anche all'informazione geografica tra parentesi l'informazione geografiche dati geografici sono quelli più richiesti questo in questa fase storica della dell'evoluzione della rete globale perché ai dati geografici si associano tantissime applicazioni non solo quelle legate all'utilizzo del tempo libero che sarebbero pure importantissime ma anche quelle di tipo commerciale e di quelle e legate ai sistemi della sicurezza della viabilità e così via quindi dati geografici sono di grandissimo interesse non da parte di tutti gli operatori il patrimonio culturale è collegato alla geografia al territorio e quindi l'associazione bene culturale dato geografico è fortissima quindi sistemi informativi di conoscenza del patrimonio culturale che il ministero sta integrandoli a sviluppati nel tempo è stata integrando sono quelli che oppure loro sono noti da vanno dalla carta del rischio del patrimonio culturale nel sistema informativo generale del catalogo il sistema della vincoli Sica del paesaggio il sistema dei beni archeologici e altre altri sistemi diciamo minori parziali ma non per questo meno rilevanti ora su tutta questa materia e sono in corso o progetti che mi anche di di di di immediata conclusione implementati dalla direzione generale del paesaggio quando l'anno passato però di leggevo quella direzione abbiamo proprio spinto forte molto nella direzione dell'integrazione di queste banche dati in modo da avere per uso interno quindi per a fini amministrativi e di supporto alla decisione la visibilità di tutta la vincoli sita o comunque della conoscenza di tutte le consistenza e culturali in un determinato territorio ai fini dell'elaborazione delle scelte di autorizzazioni di piani paesaggistici e così via e un analogo progetto non analogo come contenuti ma analogo come tempistica di realizzazione in corso di sviluppo coordina con il coordinamento dell'istituto centrale superiore del restauro e la collaborazione di dell'istituto centrale del catalogo che era stato finanziato nell'ambito dei progetti di e-government nel due mila dodici e riguarda appunto o la alla costituzione di un unico o il sistema di conoscenza soprattutto sui vincoli e questo è sicuramente uno dei primi sistemi che deve rendere accessibili e liberi i dati non solo per i portatori di interesse principali che possono essere le pubbliche amministrazioni locali che possono essere IVA proponenti dei grandi interventi di trasformazione del territorio che possono essere gli ordini professionali ma anche per i cittadini o per le imprese che ne vogliano può fare uso e non sempre e sulla piano o della di sistemi informativi territoriali abbiamo anche sviluppato negli anni e diciamo dei teniamo in questo momento questo questa applicazione che l'integrazione dei dati geografici associati al patrimonio culturale che abbiamo chiamato atlante dei beni culturali che soprattutto per l'Abruzzo o dopo il sisma ha avuto una particolare diciamo implementazione è stato sviluppato fin nei minimi dettagli e viene utilizzato corrente mente come strumento gestionale da parte degli istituti territoriali che sono in Abruzzo in particolare da parte della direzione regionale come voi sapete è subentrata alla gestione dice commissariate che è stata chiusa o un mese fa un mese e mezzo fa e è proprio il quel sistema che stabilisce il collegamento univoco tra bene culturale informazione geografica in coordinati assolute ecco questo è un altro insieme di dati che riteniamo si possa non per rendere accessibile nella breve e medio termine quindi con un'apertura di dati informativi molto libera non ci sono diciamo dati da tenere riservati non ci sto non c'è del diritto di privacy non ci sono ragioni di sicurezza che impediscano con la diffusione in modo libero poi vedremo quali sono o le licenze che e dovremmo utilizzare perché la scelta sulle licenze è è una delle e operazioni che il ministero sta valutando sta facendo proprio quindi a questo momento altre iniziative che pure e sono in corso di realizzazione che riguardano tutti io quei sistemi che non hanno un collegamento territoriale quindi non sono strettamente legati al patrimonio man mano una ragione e forte nella diciamo nella sistema di controlli e quindi di valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni che genericamente vengono identificati come sistema per il controllo di gestione che però sono molto di più perché portano all'interno una diciamo una trasparenza della struttura amministrativa e quindi una individuazione degli uffici che però è molto più avanzata rispetto a quello che si può trovare nel sito istituzionale in cui le informazioni a volte sono anche anni Dante e contiene le perimetrazioni geografiche dei vari istituti come è noto questo Ministero è uno dei più complicati dal punto di vista dell'organizzazione territoriale bene non è associato come circoscrizione e geografica del singolo istituto auto a a una categoria diciamo o il ripetuta dico organizzazioni amministrative quindi non è come accade per le prefetture o per delle scuole ma le soprintendenze hanno circoscrizioni geografiche varie comprendono una o più province a volte un'intera regione a volte si sovrappongono fra di loro la ragione è ovviamente nella tipologia del patrimonio che devono tutelare ereditata come diciamo o gruppi omogenei ambiti omogenei di patrimonio dalla la storia del nostro Paese quindi dall'organizzazione degli antichi Stati quindi una distribuzione territoriale dei confini che il cittadino difficilmente riesce mi riesce a percepire la logica anzi la logica nulla percepisce proprio ma difficilmente riesce anche ad individuare correttamente di primo Occhito quale l'ufficio a cui deve riferirsi per un suo bisogno ora tutto questo a bocce ferme poi nel futuro si andrà magari allo sportello unico si andrà alla ulteriore semplificazione amministrativa nella logica della concentrazione degli uffici dell'amministrazione centrale sul territorio probabilmente tutto questo sarà molto più semplificato ma nel mondo al momento noi intanto vogliamo rendere pubblici e disponibili e aperti questi dati altri dati che pure vogliamo rendere pubblici disponibili e aperti sono i dati relativi per esempio alle ai costi standard i famosi di cui si parla moltissimo nel nostro caso ma se ne parla per esempio nel caso della sanità i costi standard per i servizi amministrativi che andiamo ad erogare quindi abbiamo o il diciamo un insieme molto ricco di di dati da poter mettere a disposizione parliamo dei dati che sono nel sistema turistico nazionale che è stato un grande diciamo fatica andando a convergere in un'unica piattaforma portando a a convergere in un'unica piattaforma le varie anime degli archivi di Stato delle soprintendenze attivisti che e così via o della sistema bibliotecario nazionale o dell'Inter netto culturale che pure portare delle biblioteche quindi il panorama di dati il patrimonio di dati di cui disponiamo è veramente notevole sono dati che diciamo vengono anche per riveduti razionalizzati la politica atti continuamente cioè non sono sistemi abbandonati e lasciati e poi recuperati in questo momento la nostra volontà è proprio quella di fare in modo che questo patrimonio di venti patrimonio utile anche ai fini della crescita economica quindi che su questo su questo su questa base conoscitiva che è ricchezza si possa costruire ulteriore ricchezza da parte di cittadini da parte di imprese che vogliano diciamo scommettere su una domanda sempre più sofisticata sempre più esigente di conoscenza del patrimonio culturale di fruizione del patrimonio culturale ma anche di fruizione di servizi amministrativi noi questo ce lo siamo posti come obiettivo e intendiamo o portarlo avanti quindi tra i primi dati che pensiamo di rendere disponibili ci sono quelli legati ai luoghi provenienti da del sistema che ha detto prima ABC atlante beni culturali i luoghi delegati ai siti UNESCO il ministero ha realizzato un sistema informativo sui siti UNESCO molto ricco molto documentato che contiene non solo tutta la la parte illustrativa che quelle diciamo di maggiore impatto ma anche una tutta una vita parte amministrativa con nella definizione della buffer zone una e vediamo tutti quanto sia importante poi quella la diffusione di questa conoscenza nel momento in cui si fanno delle scelte pubblica azionabili di diciamo di di di di infrastrutture molto impattante come possono essere le discariche e magari non avere la presa in considerazione nel caso specifico di col coglie l'esistenza di una vasta zona che riguarda Villa Adriana che praticamente coincide che e sta al limite con nell'area e di individuata comporta qualunque cosa succeda poi a livello decisionale ha comportato comunque delle complicazioni dei ritardi e delle difficoltà quindi per quanto riguarda i siti UNESCO la il sistema informativo dei siti UNESCO che dipende direttamente dal segretariato generale abbiamo o a tutta l'intenzione di rendere disponibili questi dati e nella la più breve tempo possibile e quindi per quanto riguarda i dati geografici peraltro off collaboriamo molto o strettamente con l'associazione opere già data italiana con cui abbiamo anche lavorato o negli anni scorsi con le quali persone di opere già data abbiamo lavorato negli anni scorsi nell'implementazione e di ho alcune di queste attività e quindi riteniamo di essere allineati con le richieste che vengono non solo dalle norme come dicevo prima dalle leggi a cui bisogna adeguarsi ma anche alle richieste dei cittadini e soprattutto alle richieste di diciamo sostegno e start up che deve essere che deve essere dato dalla pubblica amministrazione lungi dall'essere invece una elemento di freno allo sviluppo della della libera l'impresa per quanto riguarda ovviamente e il tema delle licenze e certamente questo tema è un tema diciamo non semplicissimo da sciogliere come sappiamo tutti intanto mentre la direttiva del due mila tre escludeva praticamente il nostro settore dall'obbligo di parte di di di rendere pubblici i dati attua le direttive completamente invece orientata cita l'obbligo di per renderli disponibili ci siamo o inseriti con molta decisione il codice dell'amministrazione digitale ribadisce che appunto questi dati di devono essere il più possibile e resi pubblici proprio e anche promuovendo progetti di elaborazione di diffusione degli stessi anche attraverso l'uso di strumenti di finanza di progetto quindi anche su questo punto o ci sta insomma stiamo facendo delle riflessioni e a non non peregrina e un abbiamo o nei prossimi giorni peraltro già calendarizzato riunioni interne per affrontare il tema della public settori information nella dimensione opportuna proprio per dare delle risposte positive e diciamo o stiamo valutando se i tra i vari tipi di licenze sia più utile quella dell'italiano che in data la e senza di gestite dal forme se che sicuramente può aiutarci che anzidetti però diciamo a a questo limite che è una licenza italiana nel momento in cui andiamo ad applicare a dati che poi esportiamo in campo internazionale sicuramente questo può costituire un limite piuttosto che invece che la creativo Cormons che è di pubblico dominio e che solo in inglese oppure l'appetito common sa tre punto zero che ci consente di avere il molti bilinguismo credo che ulteriori certezze in questo momento non ne possiamo dare quindi stabilito che siamo presenti e siamo consapevoli della nostra responsabilità vogliamo approvare ci impegniamo a rendere ottenne i dati che riguardano alcune banche dati sono quelle che ho detto prima con la prospettiva di aprire e anche altre che banche dati ma a valle della la decisione circa le licenze perché per esempio mentre per i siti UNESCO mentre per i luoghi dell'atlante non ci sono licenze da dare spesso o può capitare invece che per i dati relativi al patrimonio opaca nelle rappresentazioni digitalizzati di beni culturali queste licenze invece le dobbiamo trattare per non parlare poi di tutta la parte editoriale in cui queste licenze invece sono o ben presenti e che vanno viste nell'ottica della del rispetto o dei diritti quindi io o altro non questo momento altri impegni come amministrazione pubblica Ministero dei beni culturali non posso assumere ci sono domande da altri che non ci sono domande

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