Giovedì, 17 Maggio 2012
Sabina DeLuca
Forum PA 2012 - La riprogrammazione dei fondi comunitari edelle caratteristiche strutturali del nuovo ciclo 2014 - 2020
XXIII Edizione del Forum PA 2012 "Agenda Digitale e Sviluppo nell'Open Government" (16 - 19 maggio)

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La trascrizione automatica dell'evento

grazie buongiorno a tutti cercherò di sviluppare diciamo così il tema che ha delle sue complessità tecniche ma può essere credo abbastanza bene non chiarito nelle varie le dimensioni che questa programmazione assume in questa fase e in Italia ma ne ha anche degli altri paesi europei perché siamo in una fase appunto in cui si coniuga un tempo il rilancio della programmazione corrente dal due mila sette due mila tredici che in Italia assume delle caratteristiche particolari ma che è un attività di revisione della programmazione che viene periodicamente fatta in tutti gli stati membri proprio perché parliamo di i programmi di intervento di medio lungo periodo quindi che fisiologicamente hanno bisogno di un assestamento nel corso dell'attuazione dicevo questa attività si coniuga anche con il negoziato con l'attività negoziale quindi di confronto con gli Stati membri fra gli stati membri e la Commissione sul nuovo ciclo due mila quattordici due mila venti confronto che riguarda tanto le regole del nuovo quadro della politica di coesione quanto il bilancio comunitario e quindi l'aspetto delle risorse allora io al parto evidentemente per diciamo anche sequenza di ragionamento anche se spesso si lavora in parallelo anche come diciamo sviluppo dei ragionamenti parte evidentemente dallo stato di attuazione della programmazione due mila sette due mila tredici e diciamo le motivazioni che hanno guidato le motivazioni di obiettivi che hanno ho guidato questa azione di riprogrammazione nota come il piano di azione posizione partiamo o dalla a fotografia al trentuno dicembre due mila undici tentato più emblematico e significativo anche se non totalmente rappresentativo di quello che fanno questi programmi ovvero dell'avanzamento della spesa guardando all'unica variabile che è confrontabili le corna a livello europeo con gli altri ventisette Stati membri che è la spesa certificata la alle pagamenti eseguiti dalla Commissione europea al rimborso della spesa certificata a Bruxelles dai singoli Stati membri in attuazione dei programmi abbiamo commesso un raffronto tra il corrispondente periodo del precedente ciclo di programmazione e vedete che per l'Italia si registra un ritardo rispetto alla performance realizzata nel precedente ciclo di programmazione nella capacità di tiraggio delle risorse comunitarie che emblematico della situazione particolare di crisi e di ritardo e questi programmi attraversava hanno a stanno attraversando perché i rimedi diciamo si sta mettendo in corso d'opera nel nostro Paese e dico subito che una parte di questo ritardo accumulato tutti gli stati membri quindi noi abbiamo diciamo così ha avuto un avvio molto lento difficoltoso della programmazione due mila sette due mila tredici tutti i ventisette Paesi per due fondamentali motivi uno regole nuove molto complesse ridondanti e probabilmente ostili diciamo così via alla possibilità di di di avviare per tempo un programma efficace e cosa sulla quale stiamo riflettendo molto evidentemente della costruzione del nuovo ciclo l'altro elemento la crisi economica e finanziaria che ha prodotto effetti rilevanti sulla capacità di investimento e quindi ha determinato ma a questi problemi comuni l'Italia ha accomunato delle specifiche criticità che come dire hanno o non hanno consentito al Paese ancora a metà due mila undici e di avviare diciamo il rilancio necessario di questa situazione torno un attimo indietro di questa situazione diciamo c'era evidente contezza già all'inizio del due mila undici motivo per il quale e con una delibera del CIPE e successivamente un accordo raggiunto diciamo così nel comitato che sovraintende l'attuazione del quadro strategico nazionale due mila sette due mila tredici sia promosso un'azione di accelerazione dell'attuazione quando dico accelerazione dico che abbiamo guardato in quel caso l'obiettivo fondamentale di non perdere risorse a Bruxelles e quindi la nostra azione di recupero dei ritardi è stata guidata in quella fase unicamente o prevalentemente nel migliore dei casi dall'obiettivo quantitativo cioè realizzare il target n più due a fine anno per fare questo per fare questo la modalità individuata è stata quella di definire dei target intermedi rispetto al target finale di spesa che accomuna tutti i paesi al trentuno dodici di ogni anno d'età ditte intermedi di impegni di spesa che consentissero come dire in tempo utile di promuovere l'accelerazione necessaria evidentemente sottolineo il fatto di guardare alla quantità e non ancora alla qualità era un arretramento già allora rispetto alle ambizioni della programmazione ma era un arretramento dettato dall'urgenza di una situazione particolarmente critica in questa slide evidenzia vengono evidenziato come è questa la strumentazione questi target intermedi abbiano prodotto una significativa accelerazione sono serviti all'obiettivo si tanto nell'aria convergenza dove maggiore erano le criticità tanto per l'area competitività che pure soffriva di ritardi aggiungo che sono un programma a prodotto una come dire un disimpegno fine due mila undici per un ammontare di programma interregionale a trattori o uno dei programmi più complesse diciamo tra quelli costruiti nella programmazione due mila sette due mila tredici perché poggia su una architettura istituzionale anche molto articolata che non hanno retto diciamo alla prova del fuoco può questo lo possiamo dire con tranquillità e abbiamo registrato una perdita di uno virgola otto milioni di a uno virgola nove milioni di euro che vale a dire un fatto nuovo e quindi molto negativo dall'essere nuovo perché l'Italia contrariamente a quello che si afferma non ha mai lasciato i soldi a Bruxelles cioè il livello di dall'utilizzo delle risorse comunitarie delle programmazioni cofinanziati dai fondi strutturali è sempre stato dei diversi cicli di programmazione sostanzialmente confinato nell'ambito della cosiddetta perdita fisiologica quindi non è questo il problema non era questo il problema per l'Italia le uno virgola nove milioni di euro continua a essere una diciamo dimensione relativamente a assai poco importante rispetto al complesso delle risorse tuttavia sono segnali di allarme perché interviene a metà CIPE non alla chiusura perché segnala la fatica a stare dietro a a questi target alla luce di questi risultati nella si è deciso di proseguire questo percorso di accelerazione fino alla chiusura diciamo del ciclo ciclo chiudere a nel due mila quindici però questi target di accelerazione hanno ragione di funzionare fino alla due mila tredici per le tecnicalità che il Governo la programmazione comunitaria quindi attraverso di loro un nuovo negoziato con la Commissione europea in cui abbiamo avuto a fianco la Commissione europea abbiamo lavorato intensamente con le regioni che le amministrazioni centrali sono stati stabiliti ulteriori età che per questa volta sulla spesa certificata al trentuno maggio al trentuno ottobre del due mila dodici e del due mila tredici articolati come vedete nella tabella il mancato raggiungimento di questi target comporta una sanzione per i programmi che non sono in grado di a varare questa scadenza che si traduce nella necessità di programmare le risorse questo diciamo è invece i due slide dopo il dato di attuazione finanziaria sempre alla ventinove febbraio due mila dodici quindi è l'ultimo dato disponibile ad oggi stiamo lavorando sull'ultimo aggiornamento proprio in questi giorni a abbiamo accumulato fondo sociale fondo europeo di sviluppo regionale sapete sono programmazione modo fondo e quindi ogni Regione ha due programmi programmi nazionali spesso sono due come nel caso di istruzione a secondo del Fondo di intervento il dato della convergenza è molto diciamo differenziato al suo interno con una media ancora altamente insoddisfacente per quanto riguarda le spese effettuate sul terreno non quelle rimborsate dalla Commissione europea qui guardiamo alla spesa sul terreno eh no quella certificata a Bruxelles con un picco molto evidente e del programma istruzione dei due programmi istruzione che sono di gran lunga i programmi più performance della programmazione comunitaria diversa ma non non priva di criticità alla situazione dei programmi delle regioni del centro nord tutti regionali tutti regionali ad eccezione un'articolazione di sistema finanziate attuata dal ministero del lavoro e veniamo alla riprogrammazione in senso proprio nel novembre del due mila e undici proprio in considerazione come ha detto era già in corso questa percorso di accelerazione però accanto all'esigenza di garantire un'accelerazione dell'attuazione degli interventi è emersa in modo altrettanto o prepotente la necessità di rilanciare dal punto di vista qualitativo l'attuazione dei programmi comunitari per riguardare non solo al profilo quantitativo ma anche all'efficacia dell'intervento questa necessità di rilancio è stata anche diciamo fortemente sostenuta da una richiesta dell'Unione europea tant'è che l'azione di riprogrammazione è stata fortemente condivisa con la Commissione europea in una logica che vorremmo chiamare di partenariato rafforzato che si sta affermando come una novità di questo agire nel quale la Commissione appartenere in senso pieno e non attende che lo Stato membro e le regioni come dire forniscano elementi di anno di no a distanza o anche di sia ma si mette in gioco o direttamente ma soprattutto è stata diciamo avviata sotto l'egida di una vorrei dire sorveglianza stessa alta delle più alte istituzioni comunitarie perché questa definizione del Piano di azione pressione è stata diciamo formalizzata con una lettera del Presidente del Consiglio italiano al Presidente della Commissione europea e al Presidente del Consiglio europeo nel lontano ventisei ottobre due mila undici giorno nel quale il vertice dei Paesi euro nelle sue conclusioni ha preso atto di questa azione di rilancio di Alitalia in cosa consiste questa azione di rilancio consiste in una riprogrammazione su quattro fondamentali priorità individuate come le determinante diciamo per il rilancio la prima di queste istruzione a ai all'intervento sull'istruzione abbiamo destinato un ulteriore rispetto a quelli già programmate miliardo di euro circa sto parlando di novecentosettanta milioni quindi si tratta di un rafforzamento molto significativo motivato da due contemporanei considerazioni la necessità indiscussa di rafforzare l'intervento in questo ambito da tutti riconosciuto come determinanti ai fini di qualsiasi prospettiva di sviluppo del Paese ed essenziale per il rilancio soprattutto le regioni del sud dall'altro la capacità di azione dell'amministrazione che qui sono affidati questi interventi di gran lunga più per formante come ha detto l'accordo tra amministrazioni centrali e Regione noi dal Dipartimento ha diciamo portato ad una conclusione operativa nella quale il ministero dell'istruzione oltre ai propri programmi è stato chiamato a gestire le risorse dei programmi regionali fondo europeo di sviluppo regionale Fondo sociale europeo dedicate all'istruzione entrando nella gestione dei dei programmi regionali un altro tema prioritario che si è affermato anche tenendo conto dei più recenti indirizzi Raffaella Gianna digitale qui parliamo di banda larga piano nazionale banda larga chiusura del digital dirai d'di primo livello è del nuovo piano per la e reti di nuova generazione la cosiddetta banda ultra larga che è un obiettivo di Europa venti venti e sul quale diciamo così l'Italia vuole avviare sin da ora agli interventi a questo punto rafforzando la dotazione i fondi strutturali destinati a questi temi di nuovo sono i programmi regionali che hanno riprogrammate in questo caso al loro interno programmi regionali il fondo europeo di sviluppo regionale e rafforzando l'intervento su questo fronte infine un altro tema fondamentale è quello del credito imposta sull'occupazione per l'occupazione lavoratori svantaggiate molto vanta svantaggiati si tratta di uno strumento finanziato dalla riprogrammazione dei programmi regionali del fondo sociale europeo per centoquaranta milioni che è una dotazione diciamo così che vorremmo considerare iniziale rispetto a un percorso che può essere irrobustito strada facendo che guarda alla necessità di evitare che la crisi sia batta sui segmenti più facile per più fragili del mercato del lavoro che sono appunto questi lavoratori inoltre tutte queste tre operazioni sono state avviate attraverso una riprogrammazione interna ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali è abbiamo anche avviato un'altra modalità di riprogrammazione che è diversa e che si attua attraverso la riduzione del cofinanziamento nazionale in questo caso dei programmi regionali delle Regioni convergenza con la quale siamo andati a finanziare degli interventi ferroviari al sud largamente è da tempo l'incontrovertibile mente individuati come è determinante per lo sviluppo dei servizi al sud da tempo notti quindi come priorità affannosa mentre è da tempo si cercava di poterli finanziare realizzare incontrando diversi ostacoli il primo anche se non il sono dei quali estendo l'impossibilità per una criticità del nostro paese che riguarda tutto il Paese tutti gli interventi delle opere pubbliche qualunque sia la fonte di finanziamento di riuscire a promuovere e realizzare queste tipologie di interventi grandi interventi non tempo compatibile con quello ho dato dall'orizzonte anche lungo ma evidentemente non sufficientemente lungo per i nostri dati di questo tipo di interventi allora qui abbiamo valutato l'opportunità piuttosto che dismettere questa ambizione avendo l'Italia tra l'altro uno dei tassi di cofinanziamento nazionale i più alti di tutta l'Europa lo aveva deciso consapevolmente inizio programmazione perché voleva massimizzare l'effetto leva dei fondi strutturali ma lo aveva anche mantenuto questo livello alto di cofinanziamento una fase di restrizione delle finanze pubbliche che aveva portato tutti i Paesi europei Germania inclusa a ridurre diciamo l'apporto del cofinanziamento nazionale che diciamo Cera Galasso su cui lavorava come ha riconosciuto lo stesso commissario Anna l'unico Paese che ha fatto una riprogrammazione intelligente del cofinanziamento nazionale intelligente tra virgolette cioè non lo ha portato la manovra ma lo hanno lasciato a interventi per lo sviluppo è stato l'Italia che ha costruito una sorta di programmazione parallela e guidata dalle regole comunitarie fortemente attenzionata alla Commissione sotto l'egida del piano direzione noi saremo queste risorse che si sono così liberate io magari adesso sorvola un po'queste sono diciamo le iniziative che ha adesso tra i vari ambiti tematici perché che sui quali si sviluppa il piano di azione e coesione broglio voglio dire e voglio dire solo un paio di cose sul metodo il metodo e volutamente innovativo quindici impegna parecchio perché dobbiamo riuscire a conciliare diversi piani e recupero dei ritardi rilancio della programmazione e quindi delle su dei suoi contenuti e utilizzo di un metodo che ci consente che ci convince di più perché il metodo che noi siamo nel tentando di porre nel negoziato a Bruxelles e di affermare una vera riprogrammazione una vera programmazione orientata ai risultati questo è lo slogan no dietro il quale però lo diciamo ci sono solo poche soluzioni che consentono allo slogan di essere di tradursi in realtà la prima delle quali è quella di legare i risultati attesi rendendoli molto chiari e visibili alle azioni legali in modo esplicito alle azioni che si intende finanziare sembra una cosa banale ma non è perché chiunque frequenta a frequenti la programmazione comunitaria sa che i programmi di programmi operativi non si sono costruiti questo nodo e sono alla fine nella quantità di carta di analisi ma anche macro e micro di giustificazione motivazioni che questi programmi porta no ci si dimentica sempre di spiegare il che cosa a che cosa si vuole veramente arrivare perché lo si fa e come lo si fa e questo rende diciamo così questa programmazione anche molto vulnerabile perché non ne ha crea non aiuta la sua comprensibili da dall'esterno donne aiuta il controllo da parte della cittadinanza della società a cui sono rivolti questi interventi e non aiuta alone lasci perché è un altro elemento di fondamentale importanza è partecipata c'è un vero committente oppure oppure questa programmazione piace andare avanti quindi e no i noi abbiamo diciamo cercato di introdurre il metodo di chiara esplicitazione dei risultati attesi e di che individuazione delle azioni che possono consentire di raggiungere questi risultati attesi anche sconfiggere tolta la tentazione che c'è sempre tra noi burocrati mi metto della categoria perché ne faccia parte di approfittare della no chiarissima esplicitazione alle scelte per tenersi dei margini di manovra di aggiustamento e che a darsi meno diciamo alle mani possibile chiudersi gli spazi di manovra io ho saltato perché diciamo non volevo prendere tantissimo tempo nel senso che ero ancora un pezzo rilevante di discorso per quanto riguarda il futuro abbiamo vi dico solo che venerdì scorso abbiamo presentato l'aggiornamento del piano di azione professione dove sono stati diciamo è stato esteso questo esercizio di riprogrammazione guardando diciamo a due obiettivi fondamentali il primo quello dell'inclusione sociale quindi rafforzare gli interventi in favore dei servizi riparte da alla persona e alla famiglia in un già in parte previsti da questi programmi guardando in particolare ai servizi di cura per i bambini negli asili nido e per gli anziani non autosufficienti con la motivazione che in una fase di così forte compressione dei redditi delle famiglie i programmi di sviluppo possono e devono giocare la loro parte e possono e devono giocarla diciamo cercando di gestire il confine molto stretto tra interventi di sviluppo interventi diciamo più ordinari siamo in una fase in cui le fonti nazionali su questi si sanno diciamo molto rare fatte per problemi di finanza pubblica e lo possono fare diciamo giocando lavorando in equilibrio ma se volete non facilissima ma anche cercando di avviare questo equilibrio non facile modelli di gestione innovativi che possano aiutare a rendere sostenibile la gestione di questi servizi anche in una fase di grande tariffazione delle risorse pubbliche abbiamo dato ai servizi di cura andarsi inidonei anziani non autosufficienti settecento trenta milioni e di euro che vendo no dalla riprogrammazione dei programmi nazionali perché in questo caso il lavoro che è stato fatto della prima fase del piano di azione sono stati i programmi regionali che hanno fatto questo esercizio di programmazione nella seconda fase del piano d'azione in questione questo esercizio di programmazione ha riguardato i programmi nazionali in particolare programma nazionale ricerca e competitività il i due programmi regionali a trattori culturali energie rinnovabili il programma i due programmi di assistenza tecnica di azioni di sistema e ha riguardato in parte il programma sicurezza abbiamo ho lasciato diciamo fuori da questo esercizio se il programma istruzione perché va bene del programma trasporta anzi è beneficiario di altre risorse come ha detto sia il programma trasporti perché questo pur avendo performance diciamo comunque quantitative minori di quelle l'istruzione e comunque non avanzato stato di attuazione oltre ai servizi di cura e un'attenzione particolare è stata data al tema dei giovani ricorda interventi diciamo così e in parte di natura prototipale in parte di natura più strutturale dagli altre riguardanti diciamo mi spiace chiamarla categoria persone che era un termine migliore dei cosiddetti mite di cui si parla tanto nel noti di pesce nonno di giovani che non sono nella scuola ne ne ne nei formazione professionale al lavoro quindi qui richiamare avviando un percorso con il ministero del lavoro infine oltre ai temi dell'istruzione si è usata questa riprogrammazione per rilanciare l'intervento in favore delle imprese l'intervento non credo di dover spiegare il perché in questa fase credo però di dover dire che qui si è trattato nella massima parte della riprogrammazione di far ripartire strumenti che c'era non erano disponibili e paradossalmente in una fase di così grande bisogno di intervento pubblico in favore delle imprese erano stati solo parzialmente o o quasi niente utilizzati tra diciamo queste azioni in favore delle imprese ce ne è una di rafforzamento del Fondo nazionale di garanzia per il sistema dinanzi alle imprese dentro le azioni per la competitività abbiamo infine anche scusate abbiamo infine anche avviato un altro intervento prototipale sulla diffusione dell'innovazione attraverso la domanda pubblica prova spiegarlo anche questo è un diciamo grande filone che viene sollecitato forte fortemente a livello europeo c'è un modo per diffondere l'innovazione che è quello di rendere il committente pubblico cioè la pubblica amministrazione un acquirente intelligente che nel fare commesse chiedere e servizi al mercato o lo fa promuovendo richiedendo di incorporare innovazione in questa domanda si chiama in gergo appunto domanda pubblica fabbriche proprio mentre e via dicendo è un tema nuovo per l'Italia lo stanno sperimentando due regioni ai due estremi del Paese all'estremo nord del Trentino all'estremo sud della Puglia vogliamo come dire lancia ARCI in questa direzione e mi fermerei qui per quanto riguarda la riprogrammazione stiamo in piena questa parte è stata formalizzata venerdì e quindi stiamo in pieno diciamo e in piena attuazione di questa di di questa riprogrammazione nel contempo stiamo negoziando la programmazione due mila quattordici due mila venti allora qui c'è un tema di risolviamo regole rapidamente vado i soldi e questo solo come informativa qui troverete trovate le differenze nella proposta della Commissione europea del bilancio due mila quattordici due mila venti chiamato quadro polizza finanziare frenare trovate le differenze rispetto al corrente ciclo due mila sette due mila tredici c'è una riduzione diciamo della politica in questione del cinque per cento che tiene conto diciamo così distante di di di tanti aspetti di conseguenza che il peso della politica di coesione scende dal trentasette per cento al trentatré ancora una quota largamente diciamo importante all'interno del bilancio tra la questa diciamo è come si ripartiscono le nelle varie politiche del bilancio segnala la novità di questo meccanismo per collega dell'Europa e che una fastidi di come si dice in gergo che guarda diciamo così alle infrastrutture alle grandi infrastrutture di rete che pesca la cui attuazione al cofinanziamento pesca anche dalle dalle testo dalle risorse della questione dalle risorse della questione l'altra novità è è questa delle Regioni transizione come sapete è tradizionalmente diciamo la programmazione della politica di coesione europea ha guardato diciamo a due grandi tipologie di Regione quelle ritardo di sviluppo chiamate obiettivo uno o convergenza e le altre più sviluppate competitor che oggi si chiamano competitività il passaggio dall'una all'altra diciamo categoria di Regioni era avveniva attraverso un meccanismo di transizione siamo in presenza adesso di una proposta della Commissione che a questo meccanismo e transizione cosiddetto phasing galoppa ha sostituito la nuova categoria quella delle regioni transizione che in Italia riguarderebbe circa quattro regioni comma quattro milioni di abitanti a fronte diciamo così o di una platea europea ha di molte volte più regioni con circa settanta milioni di abitanti quindi su questo tema diciamo evidentemente la la nostra posizione è quella di guardare all'interesse del Paese nel guardare all'interesse del paese diciamo è evidente che c'è un elemento di no convenienza sul piano finanziaria no a finanziare settanta milioni di abitanti transizione per prendere risorse per quattro milioni ma è nel sequestro comporta inevitabilmente alla necessità di guardare con molta attenzione al momento della definizione la programmazione di tutti i suoi aspetti finanziari anche a queste regioni sul piano nazionale e l'altra l'altra questione è che noi non siamo non abbiamo avuto quindi questo è anche il tema alcuna spiegazione di natura diciamo economico concettuale sul perché non vada non vada più bene il meccanismo della del phasing out del sostegno transitorio che finora garantito diciamo così l'uscita il passaggio dalle dalle varie categorie ora io non vedo che non si vede purtroppo l'istogramma vediamo si si vede parere sono uno delle due allora qui diciamo vedete che c'è una elemento importante tra le novità per come sempre sempre guardando alla proposta della Commissione sulla quale si sta evidentemente discutendo c'è una concentrazione sulle regioni meno sviluppate e che continua ad essere rilevante male un po'meno significativa rispetto ai precedenti ci dice a una forte attenzione anche alle Regioni sviluppate dal punto di vista finanziario questa è la fotografia del delle regioni ammissibili alla diverse categorie bella in rosso ovviamente le cosiddette convergenza la meno sviluppate vedete la questione dell'Italia di avere ancora diciamo le sue quattro regioni dentro la categoria delle regioni e ritardi di sviluppo su questo magari il giorno dopo qui è sintetizzato diciamo così la l'architettura cercando di fare è appunto di dare parallelismo con quella che è oggi la modalità di di di ristrutturazione della della programmazione vado al merito che mi sembra diciamo più i punti da più o da attenzionare maggiormente allora noi abbiamo valutato la riforma proposta la Commissione ha un ottimo punto di partenza per una riforma orientata risultati ma siamo molto vigilando che questo ottimo punto di partenza non si perda strada facendo e il rischio è molto alto allora quali sono gli aspetti positivi che noi avevamo valutato positivamente intanto perché di nuovo l'apposizione riaffermata diciamo così la sua la questione ricordo è obiettivo del Trattato vero obiettivo del Trattato nella proposta della Commissione riuscire quindi è ha una sua credibilità va fatta a prescindere dai cicli dalle crisi economiche dalle agende che una volta sono Lisbona è un'altra Europa venti venti c'è risponde un obiettivo del trattato della verifica e cioè come dire ci ci obbliga a a lavorare in quella direzione e in ogni caso la questione si stacco ma dimostrato quando quando è stata una delle gambe essenziali della strategia di Lisbona si sta dimostrando oggi che chiede la strategia ora parenti venti con lo strumento assolutamente in grado di assicurare un'attuazione di questa strategia perché ha delle regole forti che governa non attuazione di questi programmi e perché assicurato nel suo essere una politica ribalta e territorio lei spesa assicura queste grandi strategie la partecipazione delle regioni e delle diverse collettività in questo diciamo la proposta della Commissione ha disegnato una strategia di intervento declinata su undici obiettività pratici e sono tutti correlati a Europa venti venti ora parenti venti tiene insieme crescita competitività occupazione ha una grande vuole sull'inclusione sociale lo ricordo perché questo spesso viene viene misconosciuto fra l'altro elemento molto importante è che si fu per fare diciamo un avanzamento molto significativo sul piano al coordinamento e di strumenti abbiamo un quadro strategico comune per tutti gli strumenti di intervento sul territorio ivi inclusi quindi anche i programmi finanziati dal Fondo dare fondo agricolo per lo sviluppo rurale che un tempo erano parte della politica di coesione due mila due mila esterna del sette per tredici erano usciti diciamo se diventando diciamo ulteriormente l'intervento contemporaneamente segmentato con la programmazione nella foto sui territori e poi ci stanno diciamo così la vado subito all'integrazione perché questo fa parte la possibilità alla Commissione non ha avuto il coraggio di fare il passo definitivo ritornato di fondo però lasciato agli Stati membri di discariche alta sulla loro responsabilità alla riconciliazione delle diverse filiere istituzionali politiche e tecniche per fare dei programmi plurifondo che resta ma diciamo all'opzione sicuramente complessa ma vincente tra c'è un grande investimento sugli strumenti che possono rafforzare l'orientamento ai risultati all'efficacia ci torno dopo e c'è anche una grande attenzione a ridurre il carico amministrativo per i beneficiari no no tale non altrettanta attenzione al carica amministrativo per i gestori dicono i gestori e quindi gli Stati membri noi compresi allora c'è qui nel titolo ecco lavorativo e cosa ripensi che sono i meccanismi di tre allocazione allora questa è una politica per le spese ok però a rispondere e degli obiettivi europei quindi si tratta di conciliare l'ambizione alta con le specificità territoriali diciamo che si risolve questa cosa della tradizione comunitaria purtroppo poi esacerbata potrebbe degli anni questa modalità i tre allocare risorse in favore di questo è quello alla all'apre alla nazione a una garanzia che le grandi priorità dicevano adeguata finanza malcontento è un rischio forte fortissima che si ponga dei territori che non sono maturi su quel fronte di fare un investimento che non è appropriato nella dimensione ho in più e meno insomma in eccesso in difetto e quindi siamo questa è una modalità che noi guardiamo organico ne capiamo come dire le scaturigini però alla guardiamo cercando di contenere grazie è la sua eccessiva di funzione e cercando sempre di riaffermare la la necessità di calibrare queste ambizioni e questi grandi obiettiva presso le specificità territoriali qual è l'altro aspetto controverso la la e raccordo con la donna avanza la nuova governance economica quella che guarda ai piani nazionali di riforma e quindi al lavoro che si fa sul fronte delle politiche nazionali dentro c'è anche tutto il tema del fiscal compatta qui c'è una questione che riguarda le condizioni Damato economiche è che è piuttosto rilevante perché c'è un meccanismo di penalizzazione su sui fondi strutturali sul pagamento sui fondi strutturali per i Paesi che non rispettano i vincoli del patto di stabilità e c'è un tema di collegamento con le raccomandazioni del Consiglio nonché ogni anno al Consiglio europeo fa sulla base dei piani nazionali di riforma che devono essere raccolte dalla politica di coesione ma qui dicono gli Stati membri solo se riguardano gli investimenti finanziarie la politica perché c'è un rischio di sovraesposizione della questione nei confronti di obiettivi altri rispetto ai quali la strumenti per intervenire e ci sono meccanismi di premialità una riserva di fare formalizza così come congegnata non funziona mescola premi e sanzioni evitarlo può dire a voce alta essendo il Paese che ha più esperienza sulle riserve di premialità e e quindi su questo stiamo stiamo lavorando stiamo lavorando moltissimo anche su nuova tema che è quello delle condizioni calzante l'assunto è che lei risultati dei dei programmi cofinanziati di differiscono e dipendono dal contesto istituzionale ma per economico politico amministrativo tecnico regolatoria entro questi programmi operano quindi occorre assicurarsi che le condizioni di efficacia cioè i requisiti basilari essi hanno in piedi a al momento di partire altrimenti è una rincorsa che si fa durante l'attuazione qua se mai vincente disegnare questi requisiti che efficacia un compito improbo sul quale ci stiamo confrontando sulla base di una proposta della Commissione che porta a porta ed è un po'alla forma comprare altre quindi a rischio di farci perdere tempo intorno ha diciamo a molte carte infine c'è una grande visibilità alla dimensione territoriale questa politica con strumenti nuovi per molti paesi molto vicini all'esperienza con luci e ombre che l'Italia ha fatto ma è accentrata di salvare il legame tra approccio tematico è approccio o settoriale il tutto in un quadro nuovamente dico nobili o purtroppo questo è la caratteristica di tutti i negoziati dei quale negoziare difficile l'Italia è uno l'unico Paese che al contempo contributi anche contribuente netto del bilancio e grande beneficiario delle risorse della Commissione quindi ha una posizione diciamo appunto eccentriche anomala nel panorama a dalla sua il fatto che ha avviato una riprogrammazione molto ambizioso questo piano di azione coesione con le quali può che può aiutare a sconfiggere anche il convincimento che l'Italia non sappia usare le risorse dei fondi strutturali c'è una crisi economica e finanziaria che ovviamente sovrasta spesso i temi oggetto di negoziato in questo quadro la politica di coesione a molti sostenitori ma anche molti detrattori un minuto i nostri miglioramenti diciamo le nostre richieste di miglioramento in parte le ho accennato bisogna rafforzare l'approccio territoriale integrato c'è una deriva settoriale che va diciamo contenuta è un po'sconfitta altrimenti si perde diciamo così un po'la caratteristica la ratio di questa politica lavorare sulle condizionare da ex ante rafforzare l'orientamento ai risultati qui piccola cosa principale come lo stiamo facendo abbiamo fatto un enorme lavoro sul nuovo programma operativo assieme alla Regno Unito alla Polonia abbiamo presentato una proposta congiunta non è stata facile costruirla questa proposta è stata recepita diciamo così alla fine dopo una lunga battaglia dalla Presidenza del mese in un testo di compromesso che non è l'ottimo per noi ma è molto meglio di quello che c'era anche un po'la prassi più vicina alla prima che siamo riusciti a tenere segnala come dire come la possibilità di lavorare anche in un periodo diciamo facenti voglio stare insieme a Polonia i ok ne ha ha condotto a un risultato queste sono le prossime tappe sulle quali grazie grazie

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